1 VALENCIA E LE SUE FALLAS

Dai Saturnalia a oggi, sempre festeggiando il ritorno alla vita

gp0327A SAN GIUSEPPE VALENCIA BRUCIA L’INVERNO
Mesi e mesi per disegnarli eppoi costruirli, pochi minuti nella notte di San Giuseppe per distruggerli tra fuoco e fiamme. Si tratta dei parots, un tempo rudimentali sculture di legno e cartapesta, oggidì sostituiti dai ninots -enormi statue e composizioni di ottimo valore artigianale- bruciati il 19 marzo a Valencia al termine delle Fallas (in valenciano falò). Uno spettacolo assolutamente incredibile non meno che indimenticabile, il momento culminante di una delle più belle Fiestas, se non la più bella, che dalla primavera all’autunno rendono la Spagna capitale del folklore, del divertimento, delle tradizioni storiche e culturali.

Le origini delle Fallas risalgono al XVI secolo, ma di feste con il fuoco protagonista è piena l’antichità, basti ricordare i Saturnalia, le fiamme purificatrici che annunciano l’uscita dall’inverno, l’arrivo della benefica primavera, i frutti e le messi ristoratrici dopo il forzato digiuno nella stagione inclemente. Le Fallas (da faculas, le fiaccole che -in attesa della radio e del radar- servivano per comunicare nel buio della notte tra le torri di avvistamento di mura cittadine e castelli), sono ormai sinonimo di Valencia, costituiscono il grande appuntamento primaverile nella capitale del Levante, adagiata a metà della costa mediterranea spagnola, tra i Pirenei e lo stretto di Gibilterra. I falò della notte di San Giuseppe (la Cremà) trasformanti Valencia in un’irreale girone dantesco, la Nit de Foc (un grande spettacolo pirotecnico con centinaia di fuochi d’artificio) e la Macetà (per tutta la Fiesta, alle due del pomeriggio nella piazza del Municipio, un susseguirsi di tremendi scoppi anticipanti l’enorme boato di un petardo), sono soltanto i più vistosi e rumorosi richiami delle Fallas.

gp0330Oltre alle rituali corridas de toros nella storica Plaza e a un continuo viavai di bande musicali e clubs taurini con trombe e tamburi, nella settimana che anticipa San Giuseppe, Valencia trasforma le sue strade in fiumi di fiori, una marea profumata e multicolore che arriva a coprire la facciata della basilica di Nuestra Señora de los Desamparados, patrona della città.

La deposizione di questa miriade di rose, garofani, gladioli ha luogo al termine della Ofrenda, un’elegantissima processione dominata dalla presenza di tante bellezze della Huerta valenciana in bianchi abiti arricchiti di pizzo e ricami.

Senza libagioni (birra e i robusti vini del vicino Maestrazgo) e piaceri della tavola, a cosa si ridurrebbe una Fiesta in Spagna? E allora si proceda con la paella valenciana, l’arroz negre (il riso nero, di seppia), l’all i pebre (anguilla in piccante umido), i buñuelos (dolcetti a bignè) e il torrone con nocciole della alicantina Jijona.

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2 VALENCIA, CHE MERAVIGLIA LE SUE FALLAS!

Le Fallas, una delle più eleganti (ed emozionanti) feste di Spagna, tutti vi partecipano, in una comune festa per l’arrivo della primavera, e tutto ha fine la notte di San Giuseppe
gpb per mondointasca.org del 14/4/11 

gp0328Tra le molte “Fiestas” spagnole, le “Fallas” di Valencia si distinguono per alcuni buoni motivi: anzitutto sono aperte a tutti, locali come forestieri; poi abbondano di eleganti sfilate, rumorosi fuochi d’artificio con entusiasmante rogo finale. Forse, alla fine, le migliori dell’intero Paese…

Della Spagna conosco le più importanti Fiestas e altre manifestazioni della tradizione e del folclore che vi si svolgono durante l’anno. A cominciare da gennaio, il 20, San Sebastiàn, con la tambureggiante kermesse (detta appunto Tamborrada) nella città che ne porta il nome e proseguendo con carnevali (mica male quello di Cadice; tipo brasileiro quello di Tenerife) Semanas Santas senza contare le Ferias per Vergini e Santi con contorno di toros.
Forte di questa mia ‘expertise ispanica’ (e nonostante la mia avversione alle classifiche e ai giudizi universali) penso di poter proclamare le Fallas di Valencia la più “elegante” festa spagnola, con virgolettatura dell’aggettivo per necessità di precisazione. Perché ci sono altre Ferias y Fiestas altrettanto eleganti, vedi quella di Siviglia, che però, oltre a essere forse un filino troppo “chic” (con tutti quei Señoritos accompagnanti le Sevillanas-bene con Peineta) si nega al mortale viaggiatore. Se non sei ‘uno di loro’, non possiedi uno straccio di invito in una ‘caseta’ tra le mille e passa allestite per pranzi e feste nell’immenso recinto, tu la Feria di Sevilla la vedi ‘da fuori’; puoi solo sbirciare quel che succede all’interno di questi esclusivi privè dei più o meno noti e ‘poderosos’.

Spagna, terra di manifestazioni popolari
Alle valenciane Fallas, no. La Fiesta, oltre che elegante è pubblica, corale. I magnifici, ornati vestiti delle Damas Falleras (e le non meno leggiadre acconciature, quasi addobbi abbellenti il capo) sono alla portata di tutti: li ammiri, fotografi, ne cogli i dettagli, parli con i protagonisti, che è poi la gente. Una festa di popolo, le Fallas, non della sola èlite cittadina; multitudinaria ma non caciarosa né sbracata (sono un vecchio Pamplonica, adoro i Sanfermines ma continuo a non capire i giovinastri che credono di divertirsi bevendo schifezze e lordandosi di vino). I motivi dell’”eleganza” delle Fallas? In gran parte la tradizione, iniziata circa duecento anni fa (e volendo far colpo si potrebbe menzionare l’antica usanza latina di festeggiare la fine dell’inverno mediante i fuochi e altri riti pagani, vedi i Saturnali).

Le Fallas, affidate alla fantasia degli artigiani
Con l’arrivo della sospirata primavera e l’allungarsi delle giornate – questa la più accreditata versione sulle origini della Fallas – i falegnami mettevano ordine nelle botteghe e bruciavano quanto restava della legna rimasta. In un secondo tempo si passò a modellare pupazzi, effigi e financo statue: la Falla, se l’opera raggiunge ragguardevoli dimensioni, il Ninot se le misure inferiori, e quanto esposto, sono destinati ai più giovani. Negli ultimi cent’anni l’accettabile livello artistico (o se si vuole, l’altissimo valore artigianale) di quanto modellato con legno, plastica, truciolato, cartone, e presentato in tanti punti di Valencia, rese le Fallas uno dei più validi appuntamenti annuali de

Meglio l'Expò di Milano o quella di Valencia (quanto a danèe intascati...)? Mah!

Meglio l’Expò di Milano o quella di Valencia (quanto a danèe intascati…)? Mah!

Fiori, costumi, sfilate, allietati da cibo e bevande
Dal 1° al 19 marzo, San Josè (Giuseppe, guarda caso, falegname) alle 14, nella piazza del Municipio-Ayuntamiento, si celebra la Mascletà, uno spettacolo pirotecnico culminante in un tremendo, inquietante botto. Agli angoli delle strade si montano le Fallas e i Ninot (i più belli riceveranno premi e attestati) visitati da curiosi, turisti, e curati dai membri della Commissione Fallera, una sorta di club, associazione di abitanti del rione che oltre alla creazione delle citate opere pensa a godersela erigendo un tendone in cui mangiare e bere fino al giorno di San Josè. Il 15 marzo si entra nel vivo della manifestazione; Valencia si ferma, è festa totale. Ma il momento più folcloristico delle Fallas – a parte fuochi e scoppi, fiamme e botti – soprattutto il più “elegante”, è costituito dalla Ofrenda, la offerta dei fiori alla Virgen de los Desamparados. Il 17 e il 18 marzo una sfilata di migliaia e migliaia di cittadini (altre Fallas si stanno svolgendo in altre località della Comunidad) vestiti secondo tradizione, percorrono le strade di Valencia in un trionfo di colori. Gli uomini vestono costumi denotanti le origini contadine di questa terra. Le donne esibiscono preziosi vestiti bianchi, arricchiti da ricami, filigrane, variopinte decorazioni; sul capo è presente l’immancabile Peineta, si notano spilloni di buona fattura orafa e il Moño, una curiosa decorazione circolare a copertura dell’orecchio. Davvero tanta eleganza, nel vestire e di portamento.

Rogo finale, controllato da pompieri e protezione civile
Nella notte del 18 marzo tutti con gli occhi rivolti al cielo: è il momento della Nit de Foc, fuochi d’artificio visibili in tutta Valencia. E il 19, San Josè, Valencia esplode: alle 14 ultima Mascletà, alle 19 il Correfoc o Cabalgata del Fuego, una sfilata di folclore vario nelle vie cittadine e infine, alle 24, la Cremà, il rogo di tutte le Fallas e dei Ninot. Solo uno di questi ultimi si salverà, verrà “indultado”, per finire nel Museo Fallero, tutto il resto finisce in cenere, mentre alla Falla della Plaza dell’Ayuntamiento è concessa soltanto un’altra ora di vita: all’una Pompieri e Protezione civile la trasformeranno nell’ennesimo, ultimo rogo in una notte indimenticabile. Le Fallas sono finite, tutti a casa. Ma il riposo è breve, qualche giorno, al massimo un mesetto e si riparte: c’è da progettare, studiare, preventivare il costo, stendere e firmare il contratto con l’artista e l’artigiano che quanto prima dovrà cominciare a modellare Fallas e Ninot.

Qualche “cifra”. Ma ne vale la pena!
Qualche numero sulle Fallas di Valencia? Sono almeno 450 le Comisiones Falleras (i club, circoli, associazioni di zona e rione, alcune contano fino a 500 soci) che partecipano alla organizzazione della manifestazione. Una Falla ‘importante’ per dimensioni e varietà di raffigurazioni può costare fino a 200.000 euro (in parte pagati con lotterie, cene, gite sociali, sponsor, ingressi, il resto con donazioni). Alla Ofrenda partecipano circa 50.000 donne in costume tradizionale (costo minimo 900 euro), offrendo altrettanti mazzi di fiori, per un peso totale di 25 tonnellate. In almeno 100 posti della città (piazze, strade) si cucinano liberamente Paellas sul suolo (affittato per un modesto importo a titolo di rimborso-spese pulizia). Il botto della Mascletà raggiunge i 120 decibel. Nella Nit de Foc si consumano 4 tonnellate di esplosivi. l turismo e del folclore spagnolo. Un avvenimento con tempi e termini (in lingua valenciana, simile ma non identica, al catalano, commentano i ‘valencianos’ desiderosi di distinguersi da Barcellona) ben precisi e definiti.

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3 VALENCIA … MINIGUIDA IN … INGLESE

Nota introduttrice di Pamela McCourt Francescone, autrice della Miniguida per i lettori yankees

gp0324MINIGUIDA DI VALENCIA IN … INGLESE …
L’ottima giornalista di turismo, Pamela McCourt Francescone, ha chiesto all’umile scrivente un commento su Valencia per TravelAgentCentral.com del 18 agosto.
Quanto da me raccontato a proposito della capitale valenciana è apparso sul magazine insieme a tante altre notizie, dati, segnalazioni etc etc, informazioni e novità certamente utili per chi va nella capitale del Levante. Ecco pertanto, per il cortese lettore, una (ulteriore e per di più aggiornata) Guida di Valencia, vabbè, in inglese, ma siamo gente di mondo (no?).
N.B. Per quanto concerne (in “Agent Advice”) la presentazione dello scrivente, preciso, a titolo di doveroso chiarimento, che da tempo (per la Serie: Largo ai Giovani) non sono più “president” della Squirrel (della quale, ormai, curo soltanto i Contatti Stampa e P.R. … anche perché il “Turismo di una volta” non c’è più, e quello attuale –posso dire massificato, inumano e imbarbarito?- davvero non mi piace … meglio raccontare i viaggi, che organizzarli).

Valencia, Spain…..
Beauty, history and culture combine in this vibrant city

Valencia is Spain’s third-largest city, but it has a comfortable small-town feel. Visitors can spend days walking around the old medieval center or touring the museums and arts centers in the futuristic City of Arts and Sciences. And at night, the Barrio del Carmen in the old heart of the city comes alive with trendy bars, clubs and atmospheric restaurants.

The Westin Valencia, a handsome 1917 heritage building, is a short walk from the old center. The enormous Swarovski chandelier in the circular hall is dimmed at night when candles create a fairytale atmosphere both inside and around the large patio with its palms and orange trees.

Maria Dolores Martinez (011-34-96-362-5929, dolore[email protected]), personal assistant to the general manager, says the Thursday jazz sessions in the El Jardi Lounge and Sushi Bar and Valencia’s only Sunday Brunch in the El Rosmarino Restaurant are popular. The fine dining restaurant is run by Michelin-starred Chef Oscar Torrijos (011-34-96-362-5900, [email protected]).

For high-end clients, ask for a Grand Deluxe or Executive Room, which have terraces with Jacuzzis. All 135 rooms (38 connect) feature Heavenly Beds. Heavenly Cribs are available upon request for tiny tots, as are Heavenly Dog Beds for pets up to 18 kilos (about 40 pounds).

gp0321VIPs will relish the 2,150-square-foot Suite Real, the largest suite in the Valencia region, designed by local designer Francis Montesinos, with a lounge, library, wine cellar and two bedrooms. The striped walls, sumptuous furnishings and all black-and-white bedroom decor are very dramatic. And anyone staying here will remember the designer’s name, as it is scribbled over carpets, rugs and bedcovers. Demi Moore and hubby Ashton Kutcher were the first to stay here and Kevin Costner and Bruce Springsteen have also been guests. This suite cannot be booked over the GDS, so contact General Manager Franck De Weerdt (011-34-96-362-5900,[email protected]) for reservations.

Ramon Cisneros (011-34-96-186-6280, [email protected]) manages the Caroli Spa & Health Club and fine-tunes treatments to personal requirements. The concierge staff, headed by Francelina Amaral (011-34-96-362-5900, [email protected]), will book seats for concerts and sporting events, and arrange city tours and airport transfers.

Agent Advice
Gianpaolo Bonomi, president of Squirrel Viaggi in Milan, knows Spain as well as he does his native Italy, and says Valencia is not to be missed.

“Valencia and its countryside bring colors to mind: the yellow and orange of its infinite citrus plantations and its glorious natural light and sunshine,” he says. “Another particularity is Las Fallas, the ancient spring festival with processions, parades and bullfights, which ends with bonfires and fireworks on March19 every year,”

Bonomi adds, “Valencia has labored down the centuries to attain the prosperity it enjoys today. It flourished in the 12th century after freeing itself from Moorish domination and then, after the discovery of America when the importance of its port began to decline, agriculture became its main focus. In the 1970s, taking a leaf out of Barcelona’s book, Valencia began to develop culturally and artistically, also making a name for itself as a prime sports venue.

“The Lonja de la Seda, which is a UNESCO World Heritage site, was one of the world’s first stock exchanges. And the wonderful City of Arts and Sciences and sporting events like the America’s Cup and Formula One have given it new luster.”

And for gourmands, Bonomi notes, “The word ‘paella’ is not complete without adding ‘a la Valencia.’ This world-famous dish is made with rice from the nearby Albufera lagoon, which also produces tasty eels, another specialty of Valencia cuisine.”

gp0323The Hospes Palau de la Mar is for clients who appreciate the finer things in life. This stylish boutique hotel is in two stately homes off one of Valencia’s main shopping streets. A haven of classical elegance, it surprises for its contemporary touches and minimalist furnishings. Natural light is a feature throughout the property, with windows cleverly set into the old walls and top-floor ceilings.

The inner patio off the elegant lobby has 18 rooms. The other 42 Double Rooms, Superior Doubles, five Junior Suites and Presidential Suite are all different in size but have dark wood floors, queen-size beds and cool white-and-beige color schemes.

For clients who like a lot of space, ask for #501, a top-floor Junior Suite with a sloping ceiling and extra-large bathroom. Another room we liked is #410, a Double Room with a separate shower in the bathroom. Not all rooms have these, so be sure to specify when booking. Assistant Manager Eduardo Domenech Savall (011-34-96-316-2884,[email protected]) says to book ahead for the Las Fallas festivities in March and for major sports events. Contact General Manager Maria Ripoli ([email protected]) for special requests. To call her, the concierge staff, the Bodyna Spa or the restaurant, you have to go through the front-desk phone line (011-34-96-316-2885).

The spa has a fitness area, small pool, sauna and Jacuzzi. The smart Senzone restaurant serves contemporary Mediterranean food, Valencian dishes and fine local wines.

The Hilton Valencia is on the outskirts of the city, opposite the Palacio de Congresos and near the fairgrounds. The 304 rooms have contemporary furnishings and include 34 Junior Suites, two Presidential Suites and 10 Relaxation Rooms. We think the Relaxation Rooms (all on the 21st floor) will appeal to couples, since they have a Jacuzzi big enough for two. They have comfortable armchairs in the sleeping area and desks. Ask for one of the corner rooms, like #2104, as they are extra large.

If you have clients who like to feel special, book them an Executive Room or Junior Suite (29 connect), which have access to the breakfast, drinks and snacks in the 26th-floor Executive Lounge.

Spa Manager Esther Fernandez (011-34-96-346-4320, [email protected]) says the spa is open 9 a.m. to 2 p.m. daily and has single and twin treatment rooms and a Vichy Shower. The Bice Italian restaurant serves elegant lunches and dinners, and the Podium Bar has an amazing range of specialty malt whiskies.

Contact General Manager Manuel Avila (011-34-96-303-0040, [email protected]) or VIP Manager Amparo Cambronero (011-34-96-303-0042,[email protected]) for VIP needs. For special arrangements, go through the reception staff, who also act as concierges (011-34-96-303-0000,[email protected]).

The neo-classical Hotel Las Arenas Balenario Resort on Valencia’s main beach is one of the Leading Hotels of the World and only a $10 taxi ride from downtown. Head Concierge Andrés Baamonde (011-34-96-312-0600, [email protected]) arranges airport transfers in stretch limousines and classic cars and will reserve tables at popular local paella restaurants like La Rosa and L’Estimat.

The 253 rooms are Classic (city views), Deluxe (sea views) and Executive, which are more spacious. We recommend booking one of the eight Junior Suites and, for special clients, one of the two Presidential Suites. All rooms have Wi-Fi and complimentary minibars.

All sea-view rooms have terraces, but the first-floor Junior Suites have the largest. Bathrooms are spacious and feature Hermès toiletries in the Executive Rooms and Suites. The Las Arenas Presidential Suite is one of the most attractive we have seen. Dazzling white with tan contrasts, it is coolly stylish (for those who get tired of velvets and brocades) with a living room and two bedrooms. Sales Manager Moisés Martinez (011-34-96-312-0600, [email protected]) says the other Malvarossa Presidential Suite is white and mauve and has one bedroom and a dining room. Contact Spa Manager Lucia Peris (011-34-96-312-0600) for appointments and General Manager Pedro Cordon ([email protected]) to set up special arrangements for VIPs.