Nelle due precedenti puntate avevo narrato le pregresse vicende della Bit nonché, in quota “Amarcord”, le rimpatriate con alcune ‘figuras’ del Turismo nostrano riviste dopo tanto tempo.
Concludo con “Paesi visitati”, nel senso di Uffici del Turismo, alcuni loro managers, gentili distributrici di dèpliants (qualcuna non ‘estera’ bensì di Rogoredo, e vabbè), tour operators incoming e quant’altri addetti a “fare… l’areclàm” a posti del mondo che, ad ogni buon conto, è sempre meglio andare a conoscere.
P.S. Meglio non aspettarsi molto dai commenti (miro sempre al sodo e dico, anche in ‘sto caso, sempre, quel che penso….). Per farla breve… alla Bit ‘sono stato’ in: Paraguay, Bolivia, Romania, Stati Uniti, Perù, Cechia, Israele, India, Armenia, Italia… .   


Mi imbatto nello stand del PARAGUAY e mi fermo, perché, a mio modesto avviso, quel Paese (tra Argentina, Bolivia e Brasile) costituisce una gran bella destinazione, almeno per chi ama il Sud America doc e vuole conoscerne l’essenza. (Stesso discorso varrebbe per la BOLIVIA dotato, come il Paraguay, di intrigantissime Misiones Jesuiticas – ma ahinoi assente alla Bit). Quasi quasi, al gentile standista che mi sta a sentire, mi viene da cantare “En un barrio de Asunciòn, gente viene gente va…”  ma ritengo più saggio passare a meno stolti commenti e canciones, nella fattispecie parlare del “Patrimonio dell’Umanità” concesso alle citato Misiones (magnifiche quelle di Trinidad del Paranà e Jesùs de Tavarangue). Ad ogni buon conto chi interessato clikki visitparaguay.travel.
Sarà che la passeggiatina (un’inezia appetto al tanto scarpinare tra infiniti stand negli anni d’oro della Bit, e vabbè, ormai il web ci fa tutti casalinghi), che la camminata, dicevo, possa aver risvegliato nell’ateo che è in me afflati cultural – religiosi. Fatto sta che di stand in stand mi ritrovo in Romania davanti a foto dei Monasteri della Bucovina ed ecco un colto amarcord. (Consiglio pertanto al cortese lettore una gita in quel nordest della ROMANIA in cui, oltretutto, potrà degustare, una saporita polenta con formaggio, la Mamaliga).
Giunto negli STATI UNITI mi mettono in mano un dèpliant di Las Vegas e allora provo a (tentare di) far sorridere la balda standista che me l’ha slungato, dicendole (vecchia non meno che squallida battuta tra quelli che andavo a giocare i dollaroni) “Las Vegas = Lost Wages”  (stipendi persi) ma ahilei la sventurata non capisce (o più probabilmente mi crede scemo).
Fortunatamente incontro maggior suerte in PERU’ anche perché (almeno dicunt) la cucina peruviana sarebbe al top del (buon) Mangiare Mondiale. E a onor del vero, palatalmente parlando, nella terra degli Incas qualcosa trovo, fosse solo un dotto dèpliant (“Il Perù per i bongustai”) della Lonely Planet eppertanto rinvio a ocexmilan@mincetur.gob.pe  (non senza suggerire di fare anche un salto in quel bellissimo Paese mediante un viaggio che, dicevasi almeno tempo fa, Vale un Perù (ja ja ja… ma gli spagnoli dicono Vale un Potosì…). P.S. Ad ogni buon conto, sempre a proposito di degustar, tornato a casa ho chiesto a peru.info ulteriori lumi sul Suspiro Limeño, Crab Causa, Cebiche (o Ceviche che sia) e la Papa a la Huancaìna (delizie palatali che, almeno viste in foto, un certo languore te lo provocano).
Prosguo, ed eccomi in mano un foglietto sulla ristrutturazione di una sorta di acquedotto in quel di Praga. Mi accade passando davanti alla CECHIA (‘lo dice’ il mio amato Calendario Atlante De Agostini, ma preferisco chiamare REPUBBLICA CECA questo ex branch della fu Cecoslovacchia). E vabbè, se qualche architetto (o giovine studente del settore) vorrà fare un salto a Praga (sobborgo Bubenec) a vedere ‘sta chicca dell’archeologia industriale (1906), no problem (stara-cistirna.cz) ma, tornato ‘in centro’, si ricordi pure di ammirare gli struggenti posti cari a Kafka dopodichè compiere un pellegrinaggio alla (storicissima) birreria U Fleku.
Dalla kafkiana Praga ebraica passo alla Terra Promessa, nel senso di ISRAELE e alla Falcone (goisrael.com) narro che – se si parla di cultura e humor – il Woody Allen (e in generale tutta la cinematografia hollywoodiana non… cattolicoapostolicoromana…) ‘a me mi’  fa impazzire (perché ‘fare cultura sorridendo’ non è mica da tutti…).
Ma a proposito di cultura, che Viaggi Intelligenti sarebbero, se uno non va nella a me cara  INDIA? E in assenza alla Bit (o forse non l’ho debitamente cercato) di un vero e proprio ufficio nazionale del Turismo (c’erano una volta… a Milano, ben ricordo, ‘la Daroga’, e la paisana Macchi…) ho pensato bene di tampinare l’espositrice magadhtours.com. “Grazie a loro” son tornato (che bello, viaggiare con la mente: chiudi gli occhi e rivedi tutto, senza aerei, ispezioni coroporali, check in… e vabbè sto dicendo una vaccata….) ad ammirare quello che per me entra nell’areopago dei più bei monumenti del mondo: il Taj Mahal (sennò, quelli del Sacre Coeur de Paris mica l’avrebbero ricopiato…).
Infine, non perché incuriosito dalle origini di Charles Aznavour(yan) bensì attratto da quel Paese, cercando l’ARMENIA sono finito nello stand della EtnoArmenia Tours. E lì Arpine Nersisyan (ma non c’è proprio nessun armeno il cui cognome non finisca con Yan?) mi ha contato su qualcosa sul suo Paese e sul suo incoming business (etnoarmenia.com). Lo saluto con uno speranzoso ‘Arrivederci’.
E l’ITALIA, mi chiederà il solito isteronazionalista notando che non ho ancora menzionato piazza San Marco, il Colosseo e il Sacro Monte di Varallo Sesia (sacromonte.org.wp/)?
Ma, “Ah les Italiens…” avrebbe sospirato – levando le lunghe braccia al cielo – il carismatico General De Gaulle … .
E con la Bit 2019 avrei finito (aahhh da mangiare poco o niente…. due tramezzini e vai…).

per mondointasca.org