Dopo tante scarpinate tra tropici ed equatore (finalmente) una bella gita ”fuori porta” agli ordini di scribi Vip miei superiori

gpb x mondointasca.org del 1/8/13

Settimana della Tinca al forno

Settimana della Tinca al forno

Vedi il mondo e torni a casa. Poi succede di accorgersi che anche al di là dell’uscio “home”, ci sono luoghi incredibilmente belli. Come quelli che gravitano attorno al Lago di Iseo (ex Sebino)

Raramente, o forse mai accadde, un essere umano può fare “Bingo!” tre volte nello stesso giorno. Eppure da tanta insperata fortuna è stato baciato lo scrivente in una domenica di luglio, da cui il godimento di diversi piaceri consistenti nel:
1) Ritrovarmi contestualmente con gli unici capi, miei superiori (nella fattispecie presidenti) che mi hanno concesso un rapporto di sudditanza diretto non meno che franco e schietto (escludo pertanto il cav. Benito Mussolini, gli ex re d’Italia e i presidenti della repubblica che seguì, troppo vago e anonimo il mio legame con lorsignori).
2) Conoscere un mangiare a me sconosciuto (per farmi un’idea della tinca non potevo che riferirmi alla carpa delle risaie novaresi, dopodiché ho pure scoperto, per certo ancor più sapida della tinca, la sarda d’acqua dolce!).
3) Godere la conoscenza di un posto nuovo (per mia vergogna soltanto a un’ora d’auto da Milano! pùsibil? sì, perchè dicevasi in quel film di Billy Wilder, Nessuno è perfetto, neppure se sei, o ti ritieni, collaudato cronista di viaggi & turismo).
Precisato che tutto quanto sopra si è piacevolmente verificato in una domenica di luglio, nel centrosud del lago d’Iseo, ritengo d’obbligo mettere ordine alla intricata vicenda.
Via, verso Clusane sul Lago d’Iseo

Mediante una prima email, Francisco Paco Rivero, presidente (stavo per scrivere caudillo ma glisso, in Spagna corrisponde all’italiano duce) della Apetex (asociaciòn dei periodistas dell’Extremadura in cui pensai bene di arruolarmi anni fa dopo aver maturato poca fiducia nelle omologhe confraternite italiane) mi informa che è stato invitato, eppertanto va (te pareva) a Clusane, frazione di Iseo. Motivazione della sua trasferta: mangiare la tinca. Successivamente, in una seconda email Paco aggiunge che la sua proposta di estendere l’invito allo scrivente è stata accettata, e a ‘sto punto non mi resta che obbedire (te pareva) e partire per il lago di Iseo. E mentre sfreccio con la C3 (sfigata utilitaria: adesso mi attendo solo che – dopo aver diffidato monache e preti dal girare su auto di Lusso – papa Francesco 1° mi nomini cardinale) sulla Milano–Venezia scopro che questa magnata di tinca mi dà modo, non soltanto di rivedere e riverire (nelle more è divenuto sindaco-alcalde di Iseo) Riccardo Venchiarutti (per i amìs Venchia), mio presidente (quindi omologo di Paco) di un neonato Gist (gruppo italiano stampa turistica), ma pure di fare la conoscenza con il per me sconosciuto lago latinamente detto Sebino.

SAMSUNG CAMERA PICTURES

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C’è sempre un “nuovo” luogo del cuore
Eh sì, perché (ecco pronta la scusa) nessuno essendo perfetto (già detto), qualche giro del mondo e la frequentazione in 114 Paesi del pianeta mi impedirono fino ad oggi di esplorare le terre sottoposte al Potere, beninteso democratico, ci mancherebbe, del mio primo Presidente. E nulla intendendo nascondere, aggiungo pure che nemmeno conoscevo l’esistenza di un posto chiamato Clusane, da cui la certezza-accusa che il mio Lìder Maximo iberico avesse confusamente storpiato il nome Clusone (località montana bergamasca a nord del lago). Per farla breve, cuccato – io e Paco – il Venchia sul set allestito nel portico del municipio-ayuntamiento mentre faceva la parte del Padre della Sposa (e invece era tutto vero! si sposava, bela tusan, la figlia Sara e lui trovavasi doverosamente a far gli onori!) mi ritrovo d’improvviso umile paria tra chi resse o sta reggendo i miei destini letterari.

Ospite spagnolo “encantado”
Ma com’è bello il lago di Iseo (nonché la dissetante, contigua Franciacorta)! E lo affermo forte, nel senso di dotato, della conoscenza degli altri laghi nostrani (il quasi natio lago Maggiore con le belle isole; quello di Como, ma troppo chic nel ramo ovest e troppo pop in quello est; il Garda, però, talvolta, un filino troppo simil-mare; e il lago d’Orta, pittoresco ma che tristezza se piove). Al Paco, poi, il lago le encanta, e ci credo, vistane la pratica assenza in Spagna laddove non si intendano per tali i sia pur bei bacini (molti in Extremadura) creati dalle dighe o qualche minuscolo specchio d’acqua sui Pirenei E passo a descrivere (telegraficamente, esistendo per i dettagli le guide deputate) quanto di bello ho visto e sperimentato nella plurifortunata domenica di luglio.

Geografia e ‘comodità’ lacustri

Caronte ... sui fimu d'Italia

Caronte … sui fimu d’Italia

Iseo. Romana, longobarda, veneziana, un tempo dominio dei ghibellini Oldofredi (ma quanta gente/storia ha anticipato il Riccardo!) non solo è piacevole (e ben curata, e non lo dico per sviolinare sciur sindic) ma pure accogliente (massime nel bar di fronte al Ayuntamiento, laddove ho insegnato a Paco cos’è quella gran bevanda chiamata Spritz).

Monte Isola. Con un po’ di fantasia si può indovinare che trattasi della più grande (e più alta, 600 metri!) isola lacustre europea. Segni particolari: da quel che ho capito si chiamano quasi tutti Archetti (e alcuni di loro costruiscono con l’ascia gran belle barche); il salame locale è macellato a coltello; in un’antica foto appare un (curioso) Albergo della Democrazia (l’hotel non mi risulta esservi più e sulla democrazia no comment).
Clusane. Brava (non meno che bella) l’Anna (‘supervede’ una lunga, serpentina tavolata su cui sbafano tinca ben 450 esseri che a fine serata fornirà di bei palloncini illuminati). Alla Trattoria del Porto – uno dei più di 20 (!) ristoranti del borgo – spaghetti dal condimento garantito (piuttosto di vivere nella ‘sozzura’ i gamberi d’acqua dolce si suicidano). E all’hotel Punta del Est (lo dico da sempre che un 3* di umane dimensioni e ben gestito vale quasi sempre più di un 4*) WiFi ovunque, e pure free, gratuito: un (attento) plus (ma che ormai dovrebbe costituire ‘norma’, come la luce o l’acqua corrente) che i grandi hoteloni di Milano se lo sognano…