EMILIANAE (FERRARIENSES) FERIAE AUGUSTI (ET MARTIALIS DURA LEX)

Un quasi imberbe gpb torero (nel ferrarese c’è un allevamento di toros bravos…)…. In copertina: un (antico) ammiratore romeno di Lady M. (citata nelle vicende ferragostane ….).

Trascorro (come ormai consolidata tradizione) il Ferragosto (nel senso delle latine Feriae Augusti) a Ro Ferrarese c/o un ex monastero bacchelliano adesso maniero g.c. (vabbè nel senso di una camera con due talami, ce ne sono almeno 22 + uso bagni & cucina nonché vista su corso del a me caro Po) dal mè amìs  Nicola (ivi comprese le sue dolci non meno che leggiadre nipoti nonostante romane). Il Nicola che, però, invece di questo provvido Genius Loci ha preferito finire da quei secessionisti dei valdostani (che ad ogni buon conto manco la Franzia volle).

Quanto a me, da Ro, spazio, beninteso evitando Sankt Moritz e la Cotdasùr (troppi straricchi nelle straricche ville che però non vedi per colpa degli alberi, ed eccessivi piccoloborghesi sulla Cruasètt). E da Ro spingomi verso mète + o – lontane. Tipo l’a me caro Lido di Spina, di cui – però, e ahimè – sentirò a lungo una struggente mancanza in quanto (mica solo Dante) esiliato da una sorta di Legge Marziale. Novello Luther King ho infatti tentato (ahimè invano) di liberare el mè amìs P. da una sorta di schiavitù in cui costretto da una scassamarronante coniuge negriera (“P. va a prendere l’acqua e mettila lì”, “P. porta il giornale qui”, “P. sposta quel vaso lì” … morale: due marroni … e mai, da parte del mio amiguito, un chiaro  vaffanculo…  da cui si evince che giran le palle a tutti (fatta eccezione per la perfida) a vedere il povero P. ridotto come il messicno Soldado de Levita…. cioè martirizado).
Eccomi pertanto (novello Garibaldi che proprio da quelle parti, reduce da Roma papalina prese le difese di rumagnòl e veneti del delta, oppressi dal Radetzky von Radetzk, peraltro un tipo ben più umano della citata sciura) al Lidodispina a (tentare di) liberare il P. Che però, benchè rumagnòl (senza però possedere il coraggio del noto Stefano Pelloni, per gli amici, Il Passatore) invece di ribellarsi se la fa sotto, e invece di (almeno) tentare un sano uxoricidio abbassa gli occhi e ubbidisce alle perfide ingiunzioni della negriera. Che, ovviamente, ritrovatasi con un Combattente della Libertà invitante il suo amico alla (giusta) rivolta, non poteva che espellere il reo (fosse per lei la garrota sarebbe stata punizione più acconcia). Per concludere, fu così che el mè amìs continua ad abbassare gli occhi obbedendo, obbedendo, obbedend0 …. mai una maschia reazione… .

“Meglio” quindi “libero a Ro” che “schiavo a Spina” (nel senso di dover assistere alla devastazione delle palle di Paolo. Libero a Ro, dicevo, anche (e soprattutto) perché vengo colà preso su dal Marco Lodi e portato in giro a la buena de diòs, laddove (nel senso di ovunque) Lui, il Marco, sa tutto. Non parliamo, poi, dello Spritz (S maiuscola, appetizers/stuzzichini talmente tanti e così giusti che quei barboni della milanese Galleria se li sognano) a Cologna, per la precisione al Mickey Mouse (un tempo più noto come Topolino: ormai la Tivù, novella Berlitz, ha reso poliglotti pure i villici, col risultato che, ancora un po’, e scompariranno i meravigliosi dialetti e l’agricoltore frarès mieterà il grano recitando in un skakespeariano così aulico che nemmeno a Stratford upon Avon…). E tornando al Marco, oggi, Feriae Augusti, è prevista una gita “diurna” (siam già stati per il serale, canonico, aperitivo nel senso di Spritz) a Codigoro, e scusate se è poco (quantomeno nel bar Bene locale è registrabile una ragionevole densità di popolazione, mentre non mi va via dalla testa la visione, alcuni gg fa, del bagnasciuga riminese calpestato da un andirivieni di non meno di un paio di milioni di disperati (incapaci di capire che si sta molto meglio in un ancorchè umile, ma poco affollato, bar di Crevalcore o di Sesto San Giovanni…). Viva il Marco, orsù!

Quel baloss del Dalì…

E gli altri,Tutti al mare, che, però, per fortuna, a Ro non c’è (né, nel territorio circondante la Farmacia Sgarbi, e nel quasi adiacente maniero del mè amìs Nicola, vigono le tremende Leggi Marziali abbrutenti il povero mè amìs P. Da cui il seguente Grido di Dolore:  su, prode P., tira fuori dal petto quell’aura di indipendenza che tu, giovin rumagnòl virgulto, respirasti nel Pavagliòn di Lugo , e attendi fidente (sembra che stiano inventando topicidi non lascianti tracce … chissà … ad maiora!).

P.S. Al momento di andare in macchina (si scriveva, almeno una volta, quando il giornale veniva infilato nella rotativa, e io, giovin virgulto, che pensavo trattarsi del giornalista che stava salendo sull’automobile….) non si sa ancora se P. ha deciso per un suo “25 Aprile” ancorchè non sanguinoso, e tantomeno se è meglio lo Spritz di Cologna o quello di Codigoro. Riferirò asap (as soon as possible, il + presto possibile).

Frattanto (parliamo, ahinoi, d’altro…) si chieda il cortese lettore se, in un Paese sedicente civile, è possibile che sulle autostrade del suddetto (sedicente) Belpaese un po’ di camions possono seminare incendi variès e ponti di un certa importanza sian fatti con lo sputo (talchè, chi tenta di percorrerlo si ritrova, ahilui, invece che in vacanza, al cimitero….). Eimen (Amen in inglese). Epperò anche una domanda: ma questo non dovrebbe essere il Belpaese? …. Mah.

per mondointasca.org

2018-08-15T17:49:36+00:0015 Ago, 2018|Italia|0 commenti

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